La percezione dei colori
Anche se l'arcobaleno aveva trovato una spiegazione, il problema dei colori dava ancora da pensare agli scienziati. L'enigma fu risolto attorno al 1860 da James Clerk Maxwell (ved. il suo ritratto a sinistra), il brillante fisico scozzese che aveva già fornito le equazioni fondamentali dell'elettricità, quelle che descrivono le onde elettromagnetiche (ved. la Sezione S-5). Maxwell, quando era ancora uno studente, mise in evidenza due tipi di colori, a seconda della loro percezione da parte di uno strumento o dell'occhio umano:
- "Colore spettrale", cioè uno dei colori dell'arcobaleno o una loro combinazione. La quantità con cui ciascuno dei colori dell'arcobaleno contribuisce a un raggio di luce può essere determinata suddividendo il raggio per mezzo di un prisma.
- "Colore percepito", quello che l'occhio umano trasmette al cervello.
Uno strumento che usa dei prismi ("spettrografo") rivela che l'occhio umano può essere tratto in inganno: combinazioni diverse di colori dell'arcobaleno possono apparire uguali all'occhio umano.
Il nostro occhio contiene tre tipi di cellule fotosensibili, e ciascun tipo è sensibile a una differente banda di colori -- una banda è centrata nel rosso, un'altra nel verde e un'altra nel blu. Ogni colore che vediamo -- incluso il marrone, il verde oliva e altri colori assenti nell'arcobaleno -- è un'impressione che il nostro cervello registra, quando combina i segnali provenienti da queste 3 bande cromatiche. Le persone daltoniche mancano di alcuni tipi di cellule dell'occhio, e così il loro mondo manca di alcuni colori, o persino (per coloro che hanno soltanto un tipo di cellule) manca del tutto dei colori. Questa "acromatopsia" è molto più frequente negli uomini; nelle donne, invece, può esistere una rara mutazione per cui sono presenti nei loro occhi quattro diversi tipi di fotoricettori. Le altre persone possono soltanto fare delle ipotesi su come queste signore ci vedono!
Questo è il motivo per cui i televisori e le stampanti a colori sono basate sui tre "colori primari" rosso, verde e blu, o una combinazione di questi colori. Una tale combinazione dei 3 colori non riprodurrà affatto il vero colore spettrale mostrato dagli oggetti, ma, per la maggior parte dei colori, il nostro occhio non noterà la differenza. Tuttavia, per una data scelta dei 3 colori "di base", in genere non si riesce ad imitare ogni colore percepito dal nostro occhio. Per una discussione su questo argomento, attraverso lo scambio di messaggi di posta elettronica (che ha coinvolto insegnanti di fisica), si può consultare questa pagina.
Su Internet si possono trovare dei programmi che consentono di fare esperimenti con le combinazioni dei 3 colori primari, usando lo schermo a colori del vostro calcolatore. Un programma del genere, abbastanza semplice, era incluso nella precedente versione di questa pagina Web, ma occorre fare attenzione al fatto che si tratta di lavorare sul "codice sorgente" della pagina HTML, cioè la pagina di testo che specifica il contenuto della pagina Web. (È comunque spiegato come fare). In fondo a questa pagina si trova un collegamento ipertestuale che porta a quell'esperimento.
Lo spettro
Ogni colore che sarà menzionato d'ora in poi sarà un colore spettrale. In natura sono importanti due tipi di distribuzioni cromatiche:
(1) Nella luce emessa da solidi, liquidi o grandi quantità di gas densi, come nel Sole, i colori sono distribuiti con continuità. La loro esatta distribuzione ("spettro di corpo nero") dipende dalla temperatura a cui si trova l'oggetto che emette la luce -- una mano tiepida irradia per lo più nell'infrarosso, una barra di ferro incandescente è color rosso-ciliegia, il filamento di una lampadina è di un giallo brillante, e la luce del Sole è bianca.
[Sempre di questo genere è anche la distribuzione della radiazione nella banda delle microonde, che è un residuo del "Big Bang", quando l'universo ebbe origine, radiazione osservata dal satellite COBE della NASA ("Cosmic Background Explorer", cioè Analizzatore della Radiazione del Fondo Cosmico). Quando lo spettro osservato dal COBE fu mostrato la prima volta a un comitato di astronomi, esso causò grande emozione. Normalmente i valori osservati mostrano degli errori sperimentali, ma in quel caso i punti sperimentali erano così vicini alla curva prevista teoricamente, che la prima impressione dei presenti fu che i relatori avessero prima disegnato la curva, e poi successivamente avessero posto i punti sperimentali sopra di essa].